VERSI CONTROVERSI

senza censura

Delitto e castigo

Versi ispirati al messaggio de Il coraggio di essere felici. L’autentico cambiamento è nelle nostre mani di Ichiro Kishimi e Fumitake Koga

Atto I – Il Delitto

Un grave delitto mi ha colta di spalle,
quando tutto sembrava come al solito, normale.
Un attimo fa sentivo il calore —
di un dolce futuro colmo d’amore.

Ora mi stai torturando,
con quelle stesse lame incise
che tempo fa, meglio pensando,
mi avevano già uccisa.

Ogni carezza delle tue mani,
in questo momento si sente
come un taglio profondo
di un coltello pungente.

Atto II – Il Processo

Non ti arriva nessuna querela
al processo di Norimberga la corte anela.
Tu sei l’imputato, senza difese,
in tribunale ci andrai a tue spese.

Sono giudice, nonché avvocato
rappresento me stessa, la parte offesa,
tiro fuori le evidenze con la voce accesa.
E ora di te non rimarrà che un recluso carcerato.

All’udienza mostro le mie ferite,
mi fanno sanguinare le sue carezze!
Le dolci gesta sono giacché finite.
Tiro fuori per di più i vecchi dolori,
ogni parola: un fascicolo di amarezze
che fanno da prova contro di te —
indubbiamente colpevole a priori.

“O giudice caro,
salvami da questo tiranno.
Il dolore è forte, serve giustizia —
che paghi ora per ogni malizia!”
La punizione va eseguita.
Qui. Ora. Subito.
Non posso più aspettare tutta ferita.”

Atto III – Il Verdetto

Colpevole!
Pena: ergastolo in cella d’isolamento!
Gettatelo dentro.
Giro la chiave,
la butto via e diventi uno spettro.

“Oh, che sollievo.
Non potrai più farmi del male —
non solo ora,
ma mai nella vita.”
Mi sento serena,
libera,
e anche leggera.

Un altro criminale condannato
per sempre è nel buio abbandonato.

Sento i giorni arginare,
che strano…
Sulle mie finestre delle grate,
la luce non fanno entrare.
L’aria è rarefatta.

Questo vuoto è un refuso
Dopo averti rinchiuso
aspettavo che bussassi
per revocare la condanna mia
ma ormai sei andato via.

Ti ho dipinto come un mostro oscuro,
con la mano che tremava sul nostro futuro.
Ma quel nero che vedevo con paura,
era solo la mia ombra sulle mura.

Epilogo – L’arringa finale

Ma se non fossi colpevole,
saresti andato via così arrendevole?
Così facilmente hai accettato la colpa.

Avevo ragione ad andare in tribunale.
Alla fine, come sempre,
non sbaglio mai!

Però chissà perché sto così male?

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